Non credo a chi ti ri-abbraccia dopo averti fatto a pezzi.

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Non credo a chi ti ri-abbraccia dopo averti fatto a pezzi, perché gli basterà poco per ri-ferirti ancora.

Non credo a chi ti ri-abbraccia dopo averti fatto a pezzi, perché gli basterà poco per ri-ferirti ancora. Non credo agli amori che ritornano. Eppure mi è capitato di aspettare
quanto mai credevo fosse possibile aspettare.
Non credo a chi parla male degli altri. Perché, senza dubbio, con gli altri parlerà male di te.
Non credo a chi è amico di tutti, a chi ama tutti. Perché non si può provare lo stesso tipo di affetto per chiunque.
Non credo a chi non si pronuncia mai, a chi si amalgama sempre, a chi tifa per una squadra solo quando vince, e a chi in ogni cosa deve per forza guadagnarci, arrivare ad un fine.

Credo a chi si sbilancia, a chi parla anche quando sarebbe più comodo tacere.

Credo a chi si sbilancia, a chi parla anche quando sarebbe più comodo tacere, a chi non ha paura di farsi sentire, a chi ama senza sbandierarlo ai quattro venti, a chi si arrabbia e sbatte i pugni, a chi prima d’abbracciarti ci pensa un attimo; consapevole che con quell’abbraccio ti regalerà un po’ di sé.

Credo agli sguardi che dicono tutto, ai sorrisi anche quando va tutto male.

Credo agli sguardi che dicono tutto, ai sorrisi anche quando va tutto male.
Credo ai baci del buongiorno, quando la giornata non è iniziata e il sonno impiastriccia ancora l’umore.
Credo a chi t’aiuta a rivestirti, dopo aver fatto l’amore, che a spogliarti son bravi tutti.
Credo a chi non si nasconde quando piange, ai tramonti, alle stelle cadenti, ai buoni propositi, ai sorrisi guaritori, alle dita che s’intrecciano.
Credo a quello che sei per me. E soprattutto, a come sono io quando sono con te.